2° Rapid sotto la Rocca 2017

Venerdì 2 giugno 2017 si è svolto presso l’ Agriturismo “Cafaggio” di San Miniato,

il  2° Torneo Rapid “Sotto la Rocca”, organizzato dall’ASD EMPOLI SCACCHI.

 

Il torneo, valido per il GRAND PRIX TOSCANO 2017, ha registrato la partecipazione di 109 giocatori (89 nell’open e 20 nel torneo under 16), provenienti da tutta la Regione e anche da fuori Toscana.

 

L’agriturismo “Cafaggio”, una splendida struttura immersa nel verde delle colline toscane, ha accolto i giocatori in una magnifica giornata di sole, permettendo loro non solo di incrociare le armi sulle scacchiere, ma anche di gustare un pranzo eccellente con i prodotti dell’azienda agricola e, per chi ha voluto, anche di fare un tuffo in piscina!

 

Come consuetudine erano previsti nove turni di gioco con tempo di riflessione di 12 minuti + 3 secondi a mossa per il torneo Open, mentre gli under 16 si sono sfidati su sei turni, con partite con cadenza di 20 minuti.

Era previsto un montepremi di € 700,00, oltre a coppe e medaglie.

 

Il torneo ha visto la vittoria del MI Simone De Filomeno con 8,5 punti, seguito al secondo posto dal GM Igor Efimov (8 punti) mentre al terzo posto si è piazzata la WGM Olga Zimina (7,5 punti).

Romualdo Vitale si è aggiudicato il primo premio della fascia A, mentre Stefano Giuntoli e Valentina Celati si sono aggiudicati rispettivamente i primi premi delle fasce B e C.

Il premio per il miglior piazzamento tra la rappresentanza femminile è andato a Sabrina Lazzarini.

Un cenno particolare anche a Mirko Pitimada, il miglior piazzamento tra i soci dell’ADS Empoli Scacchi, nono con 6 punti.

 

Il torneo Under 16 è stato vinto da Alessandro Melosi con 5,5 punti su 6, seguito al secondo posto da Giulia Pisano.

 

Grazie a tutti i nostri soci e a tutti i giocatori che hanno partecipato a questa grande giornata di scacchi!

Manrico racconta la prima volta di Francesco

TUFFI E VERTIGINI
Seconda edizione del torneo semilampo del due giugno a Cafaggio: per organizzazione, partecipazione, location e cucina ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento fisso della stagione scacchistica.
Nonostante l'improvvisa ondata di traffico vacanziero impedisca l'arrivo in tempo utile di alcuni attesi protagonisti, il torneo open conta lo stesso ben 89 giocatori con il MI Simone De Filomeno, il GM Igor Efimov e la più forte giocatrice italiana, la WGM Olga Zimina, nei ruoli di Guest Stars e favoriti d'obbligo.
In più, ed è la prima novità di questa edizione, un torneo riservato agli under 16 con 20 ragazzini provenienti da mezza Toscana.
La seconda novità riservataci dall'organizzazione a cura dell'Associazione Empoli Scacchi consiste, rispetto allo scorso anno, in un accordo con Apollo e Giove per l'ottenimento di una splendida giornata estiva e conseguente uso non stop di sdraio ombrellone e piscina, possibilità subito sfruttata da giovani e meno giovani.
Porto anch'io alcune novità: la nuovissima polo sociale d'ordinanza, l'addio (arrivederci?) alla timida difesa Nimzovic in favore della più spregiudicata Siciliana e l'esordio del secondogenito nel torneo under 16. Dopo il prematuro disinteresse al nobil giuoco della primogenita, Francesco era la mia ultima speranza per ottenere il nulla osta coniugale alla partecipazione ai tornei; per ora è andata bene, speriamo continui.
Prima di partecipare, conoscendo la sua indole, l'ho catechizzato ben bene: "ricordati che probabilmente le perderai tutte, ma tu pensa solo a non fare mosse irregolari e non far caso al risultato". Non può farlo ovviamente, la sconfitta, specialmente tra bambini, è sempre un colpo al proprio ego e mi rimane il dubbio di aver forzato troppo i tempi.
Si inizia con un po' di ritardo per dare la possibilità di arrivare al maggior numero possibile di quanti sono rimasti imbottigliati nel traffico e all'uscita degli accoppiamenti del primo turno c'è subito ressa; indico a Francesco come deve leggere il foglio dei turni, lo accompagno alla sua scacchiera e subito dopo che si è presentato al suo avversario, corro al piano di sopra verso il salone dei "grandi"; sono già quasi tutti schierati, impazienti di iniziare.
"Padovani?" mi fa il mio avversario "è un piacere, sa io vengo da Padova".
"Ah, molto lieto, ho visto giù che c'è un ragazzo con il suo stesso cognome, per caso…".
"Oh sì, è mio figlio".
"Sta giocando contro il mio".
Partiamo, la partita fila via abbastanza tranquilla, ma grazie alla troppa esuberanza di un suo cavallo che si lascia trascinare dall'impeto oltre le linee nemiche, alla fine ho la meglio sul mio simpatico avversario e scendo velocemente a vedere che combina il ragazzo; come prevedibile ha perso, ma l'ha presa bene e tiro un sospiro di sollievo, sembra molto preso da questa nuova esperienza. Il curioso derby tra la famiglia Padovani e la famiglia di Padova finisce quindi in parità.
Nel secondo turno pesco un giovane ventenne e subito mi ritornano a mente gli esiti infausti dei miei ultimi incontri con le nuove leve, la partita è piuttosto tesa, vado un po' sotto di tempo come mi capita troppo spesso, rinuncio all'arrocco per tenere il centro e mentre la partita volge a mio favore, Francesco fa la sua comparsa al piano di sopra: prima ancora che me lo dica, capisco che ha vinto la sua prima partita ed è venuto di corsa a dirmelo! Porto a casa anche la seconda: due su due, partenza sprint.
Al terzo turno sono in settima scacchiera, si inizia a salire ai piani superiori e mi tocca un altro giovanissimo, appena tredici anni e già vicino al titolo di Maestro, che indubbiamente otterrà presto; gioca sciolto e velocissimo, io non sono molto pratico dell’ovest indiana e consumo molti minuti; dopo un po' realizzo che sto finendo in un vicolo cieco: la mia posizione è troppo passiva e anche se riuscissi a reggerla per un po’ il tempo in meno mi condannerebbe a sicura sconfitta. Prendo allora una decisione drastica immolando alfiere e cavallo per una sua torre; a gioco corretto certamente perderei, ma confido di combinare qualcosa sulle colonne che si aprono. La furbata riesce, lui gioca forse un po' troppo sicuro e alla fine la mia donna abbraccia la sua seconda torre sacrificandosi, ma non può essere catturata pena lo scacco matto e così non resta altro che dare continuamente scacco al mio re e pareggiare. La prende piuttosto male, ma avrà certo tempo per rifarsi, l'età gli è amica e il talento non gli manca.
Scendo di sotto, Francesco ha perso ma sembra comunque soddisfatto: i turni mattutini per lui sono finiti e può dedicarsi ai tuffi in piscina.
A me invece ne tocca un altro, contro un altro giovane Candidato Maestro di diciassette anni, l'avevo già incontrato due anni fa a Lucca in una partita a tempo lungo; allora vinsi, ma nel frattempo è cresciuto di livello oltre che di età; l'apertura però è sempre la stessa: gambetto Benko, una delle più insidiose per chi come me apre col pedone di donna; devio per primo io dalla linea che l'altra volta mi dette la vittoria, non faccio grossi errori e vado a stare meglio, almeno mi sembra, ma a un certo punto i miei cavalli invece di galoppare incespicano e finisco per perdere un pezzo, recuperarlo e, alla fine, rendere il pedone in più: altro pareggio che comunque mi mantiene nelle zone alte della classifica.
Finalmente si pranza, all'aperto, dopo aver recuperato il pargolo dalle acque e sostenuto l’assalto alla tavolata del buffet, gustando le molte specialità della casa: proprio quel che ci vuole per fare il pieno in vista dei prossimi cinque turni. Nell'attesa del turno pomeridiano i ragazzi si tuffano di nuovo in piscina e quasi quasi preferirei tuffarmi anch’io invece che richiamarlo per l'inizio delle partite.
Lo seguo nella ricerca dell’avversario e corro al piano di sopra e di nuovo trovo un'altra vecchia conoscenza, un Candidato Maestro di diciotto anni. A Livorno quasi tre anni fa ci giocammo la vittoria del torneo B all'ultimo turno, fui stracciato senza appello, ma oggi la ruota gira diversamente; affronto l'assalto dei pezzi bianchi e come Ulisse legato all'albero della nave, resisto alle sirene che vorrebbero trascinare di un passettino almeno uno dei pedoni davanti al mio re; intanto, nel bel mezzo dell'assedio, Francesco riappare, camminando a una spanna da terra, per annunciare la sua seconda vittoria. Lentamente la morsa si allenta, faccio capolino con l'alfiere, richiamo un cavallo a chiudere il ponte levatoio e l'artiglieria pesante è finalmente libera. La difesa siciliana non mi delude, il contrattacco è repentino; nell'impossibile tentativo di non perdere un cavallo, con pochissimo tempo sull'orologio, muove il suo re sotto scacco: partita vinta e con 4 su 5 si sale ai piani alti.
La sesta partita la gioco in quarta scacchiera, a un passo dai migliori, ma fatalmente compaiono le vertigini: gasato dai precedenti risultati sottovaluto l'apertura apparentemente innocua dell'espertissimo Candidato Maestro pratese, fiondo troppo in avanti fanteria e cavalleria in quelle che sembrano praterie, ma in realtà si rivelano solo sabbie mobili; regina trafitta dall’alfiere nero e abbandono immediato.
Scendo di sotto, anche Francesco ha perso, ma ormai è più che soddisfatto delle sue due vittorie
Settimo turno, altra giovane conoscenza, ho il nero, ancora una siciliana, in apertura trovo una buona linea, lui non si accorge della minacciosa avanzata di un mio pedone e vado in vantaggio di una torre. Sembra fatta, ma la reazione del bianco è veemente: ha i pezzi ben piazzati per un attacco diretto sul mio re e devo difendermi con attenzione; come in una sparatoria da poliziesco americano mi servo di un suo pedone a mo' di scudo per il mio re, a forza di cambi gli eserciti si assottigliano e alla fine prevalgo.
Il pargolo, ormai stanco, chiude con una sconfitta per mossa irregolare: ci rimane male per non aver centrato l’obbiettivo di non farne, ma si consola presto tuffandosi ancora in piscina.
Quanto a me, con la precedente vittoria ritorno in alto: quinta scacchiera contro il Maestro senese Patelli. Mi imposta un sistema di apertura poco noto e quasi provocatorio; potrei andare in netto vantaggio, a patto di districarsi tra molte complicazioni; le rifiuto nel timore di qualche brutta sorpresa ed esco comunque bene dall’apertura, con un solido centro di pedoni. Metto i pezzi meglio che posso, ma le vertigini ritornano: nell’illusione di ottenere più di quanto possa permettermi, disfo il mio bel centro sicuro di fare largo alle torri; invece queste svaniscono, cambiate in quattro e quattr'otto, e a dominare è il suo alfiere sul mio cavallo: perdo un pedone dietro l'altro e non mi resta che alzare bandiera bianca. I complimenti del maestro fanno piacere, ma non punti in classifica.
L'ultima partita potrebbe riportarmi abbastanza in alto in caso di vittoria, ma il mio avversario, col bianco, imposta un'apertura solida ed io, forse con un pizzico di presunzione, penso di poter avere la meglio nel finale grazie ad un suo pedone rimasto un po' attardato e cambio velocemente quasi tutti i pezzi; ma così non è, anzi, forzo un po' troppo e devo stare attento a non perdere.
Quattro vittorie, tre pareggi e due sconfitte valgono il ventitreesimo posto in classifica. Tutto sommato
sono soddisfatto, la difesa siciliana ha girato alla grande con due vittorie su due, ho giocato spesso nelle prime scacchiere e nella personale sfida con le nuove generazioni stavolta finisco imbattuto con due pareggi e tre vittorie; col bianco invece ottengo un misero punto e mezzo su quattro, dovrò passare ad aprire col pedone di re?
Sulla via del ritorno, stanchissimi, chiedo al pargolo se si è divertito: “sì, moltissimo”, risponde.
“Bene, ne faresti un altro?”
“Sì, ma la piscina c’è?”